Dott. Davide D'Alessandro

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Elenco libri

L'uomo nella Rete

Se l’impatto della tecnologia sulla psiche negli ultimi decenni è stato notevole, sul corpo e sulle relazioni, negli ultimi anni, a partire dalla tragedia epocale del Covid-19, si è trasformato in uno tsunami capace di travolgerci e di modificare radicalmente le nostre vite.

Ma è davvero tutto negativo quanto deriva dalla potenza tecnologica, oppure ci sono ambiti in cui la stessa ha risolto problemi, ha creato nuove possibilità, ha aiutato le relazioni invece di stroncarle?
A questa domanda cerca di dare una risposta il lavoro di Davide D’Alessandro. Partendo da una ricerca sulla Rete, facendo dialogare vari autori, evidenziando i mutamenti provocati dalla tecnologia, l’Autore riflette soprattutto su due campi di diverso interesse, ma che implicano comunque uno studio sulla psiche, sulle sue reazioni agli stimoli tecnologici, sul corpo (che mai possiamo considerare separato dalla mente) e sull’identità.
I campi sono quelli della DAD (didattica a distanza), con un particolare focus sul mondo della scuola, dell’università e del lavoro, e della seduta psicoanalitica.

Psicoanalisti sul lettino

Ventidue analisti, comodamente sdraiati sul lettino, rispondono a ventidue domande uguali per tutti. Ne viene fuori un quadro singolare e affascinante sulla stanza d’analisi, su ciò che avviene nell’incontro tra analista e paziente, sulle qualità del primo e sulle ansie del secondo.

Sipario italiano. Attori e spettatori della contemporaneità

Attraverso gli attori e gli spettatori di una complessa contemporaneità, il sipario italiano spalanca sul mondo la sua recita e s’interroga sull’uomo. Lo fa mandando in scena artisti eccelsi e guitti inguardabili, terapeuti che guariscono e altri che ammalano, pensatori che anticipano il futuro e chiacchieroni che vendono fumo. L’autore ha preferito i primi ai secondi, inserendoli all’interno di una trama capace di restituire un senso e un percorso, una possibile alternativa alla pochezza che abbiamo davanti, al respiro corto di un’attualità disperata.

Pasolini, ritratti di pensiero

Nel centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini, questo libro vuole essere un doveroso contributo a uno degli intellettuali più importanti del Novecento. Attraverso gli scritti di Dario Bellezza, Gianni Borgna, Davide D’Alessandro, Antonio De Simone, Giovanni Franzoni, Enzo Siciliano e Paolo Volponi e con le interviste a Franco Ferrarotti e Walter Siti, il volume intende ripercorrere, con sguardo critico, l’opera di Pasolini, mostrandone la forza e la debolezza, l’espressività delle arti poetica e cinematografica, la cifra autentica di uno scrittore “corsaro”, scomodo e urticante, che ha trovato la morte forse dopo averla accuratamente preparata.

Guendemia. I peggiori anni della nostra vita: 2020-2022

 

Guendemia” altro non è che l’unione, la commistione, l’inestricabile intreccio delle due parole che hanno attraversato prepotentemente gli ultimi tre anni, 2020-2021-2022, lasciando segni indelebili sulle nostre vite: Guerra e Pandemia. Sono stati, senza ombra di dubbio, i peggiori anni della nostra vita e non sembrano finire. Sono stati anni da fermare, fissare, immortalare sulla pagina, un po’ per ricordare, un po’ per guardare avanti e trovare, dagli errori, nuove prospettive di futuro.

Filosofia e psicoanalisi: Le parole e i soggetti

Filosofi e analisti lavorano, da laboratori diversi, lo stesso materiale: l’uomo. E proprio dell’uomo si racconta in queste pagine. Della sua sofferenza, del suo dolore, della sua nostalgia, della sua speranza, della sua possibilità. Davide D’Alessandro interroga le menti più brillanti del nostro panorama culturale contemporaneo per addentrarsi nel vivo del rapporto tra filosofia e psicoanalisi.

Specchi rifrazioni inganni. Esperienze di analisi con Aldo Carotenuto

“A volte penso che la tecnica psicoanalitica sia la rivisitazione in chiave moderna, a utilizzo più o meno diffuso e di “massa” delle antiche pratiche molto elitarie ed esclusive del mondo antico. Un utilizzo di massa, non potendosi ipotizzare percorsi tanto esclusivi ed elitari e poi sono cambiati i tempi e le persone: erano tempi in cui a dominare era il silenzio, l’addestramento alla riflessione e in cui gli spettatori delle tragedie greche erano come rapiti sulle tematiche del dolore, del mistero dell’esistenza, e del non comprensibile comportamento degli dei”. (Dalla Prefazione di Antonino Buono)

Il filosofo e l'Analista

Il volume presenta 35 interviste con i massimi filosofi e psicoanalisti italiani. A impreziosire l’opera, tra l’altro, è l’ultimo colloquio di Emanuele Severino, prima della scomparsa del filosofo. Filosofi e psicoanalisti lavorano, pensano, leggono e scrivono, ma riescono, se intervistati con passione, ad andare oltre lo schema talvolta banale di un compitino accademico.

Il paziente e l'analista. Dialoghi sulla psicoanalisi

Il libro è frutto di una frequentazione di quasi 30 anni fra i due autori, l’uno a suo tempo giovane paziente e l’altro psichiatra e piscoanalista junghiano. Ad analisi conclusa è cominciata una profonda amicizia scandita da appassionate conversazioni su psicoanalisi e senso della vita. Oggi il giovane di allora è un uomo maturo e l’analista si avvicina agli 80 anni d’età. Insieme hanno scritto questo libro, che si compone, come in un’intervista, da una serie di domande sull’inconscio, sui simboli archetipici, sui sogni seguite dalle risposte dell’analista sulla base di ricordi e riflessioni desunte dall’esperienza di più di 80.000 ore di incontri professionali nell’arco di quasi 50 anni d’attività.

Fogli & voci. Abecedario di storia, filosofia e politica. Tra Machiavelli e Severino

“Fogli & Voci” sono tanti fogli e poche voci, una sorta di dizionario sentimentale, di autori scelti e prescelti, di libri letti e riletti, di percorsi possibili, di approdi talvolta improbabili ma tutti pensati, sognati, vissuti, scritti guardando dentro e fuori, pesando le parole, amando la filosofia e la politica, le scienze umane e sociali, le corde tese che mai si allentano, la cultura che salva, quando salva, dal torpore e dall’inquietudine, dai tempi arsi e brutali, dall’angoscia del vuoto. I fogli vengono dal quotidiano Il Foglio, dove filosofeggio dunque sono, e le voci dal mondo dello studio e della riflessione, dalle lezioni ascoltate e tenute, dai professori attenti e dagli studenti svagati.

Potere & morte. Le matite di Canetti

“Potere & morte. Le matite di Canetti” è un libro in cui Davide D’Alessandro affronta direttamente, nell’ermeneutica di uno degli autori di riferimento per la sua personale Bildung filosofica, il potere e la morte come temi centrali di una scrittura espressa in maniera originale in “Massa e potere” e nei magistrali aforismi racchiusi nell’opera “Il libro contro la morte”. Canetti fissa il potere, come Hobbes, senza infingimenti, fantasie o pregiudizi. Non avrebbe mai imparato a conoscerlo realmente, se non l’avesse esercitato e se non fosse anche divenuto la vittima di tale esercizio. Ma Canetti fissa anche la morte, le oppone la più strenua resistenza proprio mentre non tanto sul fronte, quanto sui viali alberati e splendenti dell’Europa, la gente continua a morire.

La vita del potere. Una storia filosofica e politica. Da Foucault a Sloterdijk

Disvelando tutto il potenziale analitico necessario per indagare i vari aspetti sottesi al fenomeno umano, sociale e politico del potere, nel presente volume Davide D’Alessandro compie un’avvincente navigazione tra moderno e contemporaneo, tra autori e testi, tra modelli critici e interpretativi, sulla rotta della filosofia politica e della storia del pensiero politico. Il controllo dei corpi, i dispositivi del potere, i processi di soggettivazione e desoggettivazione, la biopolitica, una sfera enigmatica che minaccia continuamente di rovesciarsi in tanatopolitica, il complesso rapporto con l’economia, i paradossi della sovranità, il legame tra comunicazione e potere sul versante di una democrazia digitale sempre più pervasiva. Una storia filosofica e politica della vita del potere: da Foucault a Sloterdijk. Già, perché ha vita, il potere, una lunghissima vita. E sembra non conoscere fine. Non conoscere morte.

Intervista a Machiavelli

Il libro di Antonio De Simone e di Davide D’Alessandro, uno storico della filosofia e un saggista filosofico-politico, nelle due parti in cui si compone, “mette in scena”–per il lettore d’oggi–l’originalità della filosofia e della perturbante ed estrema attualità che rispetto all’antico e al moderno pervadono nella sua complessa articolazione il pensiero politico, antropologico e storico di Machiavelli. Un’analisi originale e una “impossibile” ma necessaria sollecitazione dialogica costringono alla prova, nella “qualità dei tempi” che spiegano le “cagioni” del nostro presente, l’incidenza di un grande classico sui grandi temi che declinano nello “studiolo” di Niccolò il rapporto cruciale nell’ontologia dell’umano tra conflitto, potere, cultura e politica.

Manoscritti filosofico-politici. La vocazione critica del pensiero
 
 
 
 
L'inestricabile intreccio. Vita & morte. Passaggi

“Nella fitta e incalzante trama narrativa di questo libro-sui-libri, tra biografia, pensiero scritto e filosofia, Davide D’Alessandro ci consegna, in pagine vibranti e vissute, una riflessione densa di spunti e di riferimenti ineludibili per comprendere l’enigmatico e inestricabile intreccio che lega in una reciproca coappartenenza vita e morte: un rapporto costitutivo che segna, prima e dopo le cose ultime, l’inquieto vincolo che pervade tra inizio e fine l’ineffabile chiasmaticità dell’umano.” (Antonio De Simone)

Dell'umano evento

Qual è il senso (e il significato) possibile che disvela, in campo filosofico-ontologico, ermeneutico, storico e politico, il complesso e ineffabile darsi dell’umano evento come cifra contingente che segna, nelle sue continue metamorfosi, la condizione del vivente umano entro le soglie del suo accadere come soggetto che fa esperienza della propria vita vissuta, del tempo, della storia, della cultura, delle forme moderne e contemporanee di biopotere. In un intreccio originale di figure e di temi, tali questioni sono ampiamente trattate dai tre autori di questo libro lungo un arco testuale in cui si protendono, in un impareggiabile cammino di pensiero, filosofi che hanno siglato con le loro opere il pensiero occidentale: Hegel, Nietzsche, Thomas Mann, Dilthey, Simmel e l’insieme variegato dei pensatori che hanno dato origine, a partire da Foucault, allo sviluppo critico della biopolitica contemporanea. Il volume, nella sua intenzione autorale, intende costituire un trittico filosofico e politico quale ulteriore avventura intellettuale vissuta sempre con passione anche in tempi difficili ma interessanti e che scandiscono, tra desiderio e lotta, tra conflitto e socialità, il presente.

Conflitti indivisibili. Come orientarsi nel «pensier del presente». Tra Canetti e Sloterdijk

L’arco testuale che si protende in questo libro si dispone idealmente tra il pensiero di Elias Canetti (assunto per “noi” come locus classicus) e quello di Peter Sloterdijk (quale “nuova” emergenza filosofica). In un gioco di intrecci e di varchi con altre voci attraversanti i sentieri della modernità e la linea mobile della contemporaneità che si insinuano nella posizione di entre deux tra riflessione filosoficopolitica e antropotecnica, l’intento di questo exercitium è quellodi approntare una sorta di “mappa concettuale” necessaria per comprendere le morfologie e le metamorfosi dei conflitti indivisibili che connotano l’esperienza e la socialità contemporanee tra vita, storia e politica e tra comunicazione e potere. Nel ricostruire criticamente la semantica e l’ermeneutica del conflitto umano, questa “mappa”, muovendo dal Novecento e sporgendosi nell’ombra che esso proietta sul saeculum che ci sta di fronte, suggerisce ulteriori percorsi di lettura che possano orientarci nel “pensier del presente” oltre ogni inerte e tragica resignatio ad mediocritatem.

Tra Simmel e Bauman. Le ambivalenti metamorfosi del moderno

Un libro necessario. Perché non è possibile considerare le ambivalenti metamorfosi del moderno senza attraversare Simmel e Bauman, due giganti del pensiero. Due giganti a modo loro, uniti da un’indagine reale e possibile sul mondo che cambia e sugli uomini (cambiati dal mondo da loro cambiato). Senza Simmel sapremmo poco, infinitamente poco della vita, delle sue forme, delle sue ambivalenze;senza Bauman sapremmo poco, infinitamente poco, dei suoimovimenti, dei suoi contrasti, delle sue umane miserie. Dopo aver sostato a lungo tra reciprocità e denaro, tempo e vita, arte, modernità e postmodernità, amore e morte, per l’autore c’è un “non ancora”, un qualcosa che resta inespresso e che richiederà ulteriori approfondimenti.Alla fine di un viaggio iniziato con Morfologie del contemporaneo.Identità e globalizzazione (2009), proseguito con L’impolitico e l’impersonale. Lettura di Roberto Esposito (2010) e con il volume scritto insieme ad Antonio De Simone, Conflitti indivisibili. Come orientarsi nel “pensier del presente” tra Canetti e Sloterdijk (2011), c’èil ritorno a ciò che abbiamo sperato di essere e ancora non siamo. C’è l’oppressione dell’indistinto, del fragile, del superfluo, del vano, del caduco. 

L'impolitico e l'impersonale. Letture di Roberto Esposito

Con “L’impolitico e l’impersonale”, Davide D’Alessandro, passando per immunitas, communitas e bios, affronta i nuclei fondanti dell’itinerario filosofico-politico di Roberto Esposito, che consentono di sostare davanti all’essenza, di depurarla di quanto di inutile talvolta si sovrappone a ciò che serve, a ciò che chiama, a ciò che è, in una parola, vitale. Se il mondo ha perso l’incantamento, la ricerca ci consente di provare a re-incantarlo, attraverso intelligenze vive, di grande solidità teoretica. Il filosofo italiano, tra l’impolitico e l’impersonale, squarcia il velo, restituisce il senso a temi che sembravano averlo perduto. C’è l’uomo nei libri di Esposito. 

Morfologie del contemporaneo. Identità e globalizzazione

Una contraddittoria e ineffabile complessità pervade le mutevoli configurazioni della globalizzazione e del processo di soggettivazione che caratterizzano le morfologie del contemporaneo. Il riferimento a un “mitico” mondo arcaico o gli scenari dispiegati dalle plurime forme di fondamentalismo non possono rappresentare ancore di salvezza. 

L'ombra della scrittura

Scrivere è soffrire. Scrivere è trovare e curare la parola. Scrivere è arrampicarsi sul cielo bianco della pagina. Scrivere, talvolta, è anche rivelare un dolore atroce. E alla scrittura Stefano Bergia, il protagonista della storia, chiede di trasformare la ferita originaria in energia vitale. Ma la scrittura ha il potere, da sola, di generare un nuovo inizio?

Musica e potere.Il direttore d'orchestra da Canetti a Furtwängler

A partire da “Massa e potere” di Elias Canetti, il lavoro tenta un’esplorazione antropologica sul ruolo, simbolico e pratico, del direttore d’orchestra quale detentore di un potere estremo sugli orchestrali, sul pubblico e sul compositore, verso il quale esercita la sua conduzione. In questo senso sono stati presi in considerazione temi di carattere sociologico, antropologico, filosofico e, più prettamente, musicologico. L’ultimo capitolo, su Furtwängler, è l’esempio paradigmatico del rapporto tra musica e potere.

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